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Viviamo in un mondo
dove la tristezza viene evitata come la peste
la scansiamo, la respingiamo
come fosse un ostacolo da abbattere
invece io penso che la tristezza, la melancholia
come la chiamavano gli antichi sia la radice dell'essenza
umana , è ciò che ci rende inclini al sentimento , alla speranza
a tutto ciò di nobile a cui l'essere umano possa aspirare
insomma è quel sommo bene , quella somma virtù che fa risvegliare
in noi la coscienza, scuote le nostre fragilità , rendendoci vulnerabili
permettendoci di sentirci tutti alla pari
non c'è niente di più poetico della tristezza , non c'è niente di più
umano della tristezza , che in sé contiene fede e desiderio, attesa e fiducia
che si intersecano, si interfacciano nel nostro io più profondo